Iginio Massari, avete visto la torta a 6 piani realizzata per Federica Pellegrini?

Tra i matrimoni più belli di quest’estate 2022 c’è sicuramente quello recentissimo di Federica Pellegrini e Matteo Giunta festeggiato al JW Marriott Venice Resort & Spa. Non è passata inosservata la torta a 6 piani, preparata dal celebre pasticcere Iginio Massari.

Federica Pellegrini e Matteo Giunta si sono detti Si, con una splendida cerimonia celebrata a Venezia. Una festa da sogno, finita su tutti i giornali di cronaca rosa, dove hanno spiccato la bellezza e la felicità dei protagonisti, gli abiti e l’eleganza, la location da favola, ma anche la torta nuziale che ha incantato tutti.

È stato Iginio Massari a prepararla per i neo sposi e insieme a tutto il suo staff, si è dedicato a rendere speciale questo giorno tanto importante per la campionessa e il suo coach. Come lo stesso pasticcere ha dichiarato a lacucinaitaliana.it la torta è stata creata per rappresentare Federica Pellegrini, ed è stata ricca di simbolismi.

La torta nuziale

“Il simbolismo è sempre stato più forte dell’alfabeto, in quanto racchiudeva un pensiero intero ed era più facile da ricordare”. Ha commentato Massari con simpatia, presente al matrimonio con la figlia Debora.

La torta era a base di pan di Spagna, crema pistacchio, crema di vaniglia, una composta di lamponi e vaniglia. Sei piani per un metro e 70 di altezza più 22 centimetri di bouquet. Un monumento di dolcezza, creato per dare masticabilità musicale, grazie alla presenza del croccantino, a base di frutta secca leggermente tostata.

Sei piani contro l’umidità veneziana

La torta è stata preparata anche per contrastare l’umidità veneziana. Il suo composto di zucchero infatti è stato in grado di sopportare l’alto tasso di umidità ed è stato lavorato in modo sottile e modellato con cura, per donare un effetto realistico con le venature dei petali dei fiori che hanno adornato la torta.

Delle magnolie bianche di zucchero, con sfumature gialle e rosa infatti hanno abbellito i sei piani di bontà e non avrebbero resistito se non fossero stati lavorati con cura. “certo, li avremmo potuti fare in pastigliaggio, sarebbe sabato più semplice, ma non sono buoni da mangiare”. Ha fatto sapere lo chef pasticcere.