Leonardo Del Vecchio, ecco chi sono i figli e come verrà divisa l’eredità

L’eredità del defunto fondatore di “Luxottica”, Leonardo Del Vecchio, andrà alla vedova e ai suoi sei figli: ecco come verrà divisa

Il 27 giugno 2022 è morto, a 87 anni, Leonardo Del Vecchio, fondatore di Luxottica nonché raro esempio di self made man italiano visto che pur di umili origini (è cresciuto in un orfanotrofio milanese in quanto i genitori non avevano le risorse economiche per prendersi cura di lui) è riuscito a costruire un impero che, secondo la “Bibbia” di settore, la rivista “Forbes”, vale 27 miliardi di dollari (circa 25.5 miliardi di euro) e che ne faceva il secondo uomo più ricco d’Italia e il 62esimo del mondo.

Leonardo Del Vecchio-tipiu-30/06/2022

Ma, una volta asciugate le lacrime e terminato il cordoglio nazionale per la scomparsa di un gigante dell’industria nazionale (e non solo), come verrà divisa la sua miliardaria (in euro) eredità? Da imprenditore accorto e previdente qual era, Leonardo Del Vecchio aveva da tempo diviso il suo patrimonio tra i suoi sei figli, Claudio, Marisa e Paola Del Vecchio, nati dal suo primo matrimonio, quello con Luciana Nervo, Leonardo Maria, l’unico a lavorare nell’azienda di famiglia in qualità di amministratore delegato e di responsabile della catena di negozi “Salmoiraghi e Viganò” e nato dall’unione con la seconda moglie, Nicoletta Zampillo, sposata due volte, nel 1997 e nel 2010, Luca e Clemente, avuti dall’ex compagna Sabina Grossi, ex membro del Consiglio di Amministrazione di Luxottica.

Leonardo Del Vecchio, ai figli il 75% della Delfin, la holding di famiglia

Luxottica, l’azienda fondata da Leonardo Del Vecchio-tipiu-30/06/2022

Del Vecchio, prima della morte, aveva di fatto blindato le quote della Delfin, la “cassaforte” di famiglia, cioè la holding che detiene tutte le partecipazioni: EssilorLuxottica (32.2%), nata dalla fusione, nel 2018, tra Luxottica e il Gruppo francese Essilor, Covivio (27.2%), Mediobanca (19.2%), Generali (9.8%) e Unicredit (1.9%).

Sempre secondo quanto riportata da “Forbes”, nel 2014, a seguito di un processo di ristrutturazione aziendale, Del Vecchio aveva tenuto per sé una partecipazione diretta del 25%, che sarà ereditato dalla sua vedova, Nicoletta Zampillo, mentre il rimanente 75% verrà diviso in parti uguali, il 12.5% quindi, tra i suoi 6 figli.

Leonardo, l’unico figlio di Del Vecchio a lavorare nell’azienda di famiglia-tipiu-30/06/2022

Comunque, è difficile immaginare che future operazioni possano mutare tale assetto azionario dal momento che, come evidenziato dalla banca d’affari “Morgan Stanley”, le norme statutarie della Delfin stabiliscono che “qualsiasi deliberazione rilevante o proposta di modifica dello statuto, la nomina del board e la vendita di investimenti debbano essere adottate con il voto dell’88% del capitale votante”, quindi, “all’unanimità“.