Se possiedi uno di questi libretti postali, sei ricco!

Potreste custodire nelle vostre case un vero tesoro: se, infatti, possedete uno di questi libretti postali, siete ricchi!

I libretti postali sono lo strumento finanziario scelto in particolare dalla classe media per custodire e proteggere i risparmi di una vita: del tutto simili a un comune libretto bancario o di risparmio, si differenziano da quest’ultimi per il fatto che vengono distribuiti esclusivamente da Poste Italiane e, cosa più importante, sono garantiti dallo Stato, attraverso la Cassa Depositi e Prestiti, a ulteriore conferma del loro status di strumento finanziario indirizzato prevalentemente alla platea dei piccoli risparmiatori.

Libretti postali-tipiu-03/06/2022

Inoltre, i libretti postali non sono pignorabili, non hanno veri e propri costi di gestione e sono dotati di un codice IBAN, quindi vi si possono far accreditare, previa comunicazione al datore di lavoro/Inps, la pensione e/o lo stipendio: ecco perché il libretto postale è una sorta di “salvadanaio” 2.0  soprattutto nella sua versione “smart“, cioè senza il corrispettivo formato cartaceo, che può essere gestita attraverso l’App “Banco Posta” e una carta per i prelievi agli sportelli ATM bancomat.

Chi possiede questi libretti postali diventa ricco: ecco quali sono

Libretti postali “dormienti”: se ne possiedi uno, sei ricco-tipiu-03/06/2022

Tuttavia, essendo così diffusi, molti vengono inevitabilmente dimenticati diventando “dormienti“, ragion per la quale se su un libretto postale con un saldo pari o superiore a 100 euro non vengono registrate movimentazioni, cioè non viene utilizzato, per 10 anni, Poste Italiane ne programma la dismissione non prima, però, di aver avvisato e invitato il suo titolare a compiere una movimentazione recandosi presso un qualsiasi ufficio postale entro la dead line di 180 giorni dalla data di comunicazione dell’inizio della procedura di dismissione e, comunque, non oltre il prossimo 21 giugno.

In caso di chiusura del libretto postale “dormiente” il relativo importo verrà trasferito, come da accordi tra lo Stato e Poste Italiane, su un apposito fondo Consap. E’ comunque possibile inoltrare la richiesta di restituzione del saldo del libretto “dormiente” attraverso una comunicazione scritta.