I Maneskin pazzeschi a Cannes: eccoli sul red carpet

I Maneskin vanno come un treno: dopo aver conquistato il mondo con la musica, adesso si accingono a fare lo stesso con il Cinema. Sul red carpet a Cannes, hanno stregato tutti.

Non potevano non debuttare sul tappeto rosso di Cannes, con un film che parla del grande Re del Rock, “Elvis” del regista Baz Lurmhan. I Maneskin lo hanno fatto in grande stile, incantando tutti e arrivando come i veri protagonisti della serata. Anche perché la band composta da Damiano, Victoria, Thomas ed Ethan, ha scritto una canzone per la colonna sonora del film.

Il brano che s’intitola “If I Can Dream”, li catapulta ufficialmente nel regno hollywoodiano delle superstar. Dopo la proiezione del film i Maneskin si sono esibiti all’esclusivo after party.

Il Rock al Festival di Cannes

I Maneskin si sono presentati come delle vere Star al Festival di Cannes. Hanno calcato il red carpet assieme al regista del film, all’attore protagonista Austin Butler, che interpreta Elvis e al premio Oscar Tom Hanks, che nel film veste i panni del colonnello Tom Parker, il manager del celebre artista.

Eleganti e scintillanti nei loro outfit, la band italiana ha rappresentato al meglio il Rock, genere musicale su cui recentemente, la star Mick Jagger ha detto la sua, ricevendo poi la replica dello stesso Damiano.

I Maneskin rispondono a Mick Jagger

Il frontman dei Rolling Stones aveva sostenuto infatti che ci siano pochi nuovi cantanti rock e ha lamentato la scarsità di artisti con l’energia necessaria. A tenere in vita il rock, per Jagger, ci sono personaggi come Yungblud e Machine Gun Kelly.

La risposta del frontman dei Maneskin, che ha aperto il concerto dei Rolling Stone a Las Vegas l’autunno scorso, non si è fatta attendere: “Si tratta di un modo di pensare alla vecchia maniera. Nessuno mantiene il rock’n’roll in vita, è semplicemente impossibile da uccidere”, ha dichiarato Damiano, che poi ha aggiunto: “Nella mia testa, ciò che stiamo facendo è diverso da ciò che fa Machine Gun Kelly che è diverso da ciò che fa Yungblud, che è molto lontano da ciò che fa Willow Smith [….] La musica si sta sviluppando: tutto è in collisione e si mischia per bene”