Stefano Bettarini: “Avevano detto che mio figlio era in fin di vita”

Stefano Bettarini è stato ospite nel programma di Lorella Boccia dove ha raccontato un agghiacciante episodio del suo passato dove si è visto scorrere tutta la sua vita innanzi agli occhi in pochi, pochissimi secondi. Dichiarazioni molto forti e- nel contempo- emozionanti e commoventi, che non sono passate certamente inosservate.

Il dramma di Stefano Bettarini: il figlio amatissimo, vittima di una terribile aggressione che lo ha reso in fin di vita. L’uomo a cuore aperto a Rivelo. Le sue parole sono un vero pugno allo stomaco.

Stefano Bettarini ricorda l’aggressione al figlio Niccolò

Stefano Bettarini fu ospite tempo fa di Lorella Boccia nel programma Rivelo, in onda su Real Time in prima serata.

La conduttrice, bellissima e molto abile, ha saputo letteralmente aprire il cuore dell’ex calciatore di Venezia, Sampdoria e Fiorentina che le ha raccontato il suo rapporto con la conduttrice e showgirl Simona Ventura ma -soprattutto- il dramma e la paura provata sulla sua pelle per la violenta aggressione al loro figlio Niccolò, subita nel mese di luglio 2018.

Niccolò Bettarini- lo ricordiamo per dovere di cronaca- venne aggredito fuori dalla discoteca Old Fashion di Milano nella notte del 1 luglio 2018 da quattro ragazzi per un motivo che non è stato reso noto.

Uno di loro gli ha sferrato diverse coltellate con dei fendenti precisi e ben intenzionati a provocare la morte del ragazzo, che si salva solo grazie alla sua corporatura robusta, ai movimenti eseguiti al fine di ripararsi e al tempestivo intervento dei medici.

Lo ha svegliato un amico dalla porta di casa per avvertirlo

Stefano stesso parlò molto del brutto fatto, spiegando inoltre di essere stato svegliato la mattina da un amico, direttamente alla porta di casa.

“Quando un amico mi è venuto a suonare il campanello: ‘guarda Stefano, tuo figlio è grave, è in fin di vita, l’hanno accoltellato all’uscita di un locale’…in quel momento ti passano mille cose per la testa. Sono volato immediatamente a Milano, mentre andavo ho chiamato la mamma, che era a sua volta fuori, e mi ha un po’ tranquillizzato dicendo che aveva parlato con la ragazza e che non era in fin di vita. Però fino a quando non lo vedi con i tuo occhi non credi… “, queste le sue prime e assai accorate dichiarazioni.

L’ex calciatore ha poi proseguito nel suo racconto dicendo:” In quel momento ti passano mille cose per la testa. Poi ho visto che aveva preso 13 coltellate però fortunatamente nessuna di queste aveva leso organi vitali.”

La faccenda poi si è conclusa per il meglio e gli aggressori sono stati condannati e arrestati

La vicenda ha poi avuto un epilogo positivo: il ragazzo- infatti- è stato operato d’urgenza all’ospedale Niguarda di Milano, con un intervento chirurgico durato circa due ore durante le quali i medici avevano ricostruito il nervo lesionato nell’arto superiore.

Il motivo dell’aggressione pare che fosse da collegarsi ad una vecchia ruggine del ragazzo con i suoi quattro aggressori che si trovavano- sfortunatamente- nello stesso locale quella sera stessa e che, dopo averlo riconosciuto, hanno deciso di fargli del male.

Costoro sono poi stati tutti tratti in arresto e tempestivamente condannati.