Katia Ricciarelli e la passione per il gioco : quanto ha vinto la soprano nel corso degli anni

La mancata maternità, l’aborto chiesto dell’ex marito Pippo Baudo, l’amore per il tenore José Carreras, l’hobby del gioco d’azzardo… Questo e molto altro raccontato dalla soprano Katia Ricciarelli ai microfoni di Belve sul Canale Nove…

Katia Ricciarelli, il suo più grande rimpianto è quello di non essere diventata madre: ma- evidentemente- non era destino, ha ammesso la stessa

Katia Ricciarelli, stimatissima e richiestissima soprano del nostro Paese, diventata famosissima anche all’estero, è ancora oggi molto amata, anche dai giovanissimi.

Attualmente la possiamo seguire e ammirare all’interno della Casa più spiata d’Italia nell’edizione in corso del Grande Fratello Vip, magistralmente condotta dal già accorto direttore di Chi Alfonso Signorini.

Durante un’ospitata nella trasmissione Belve, in onda sul canale Nove e condotto da Francesca Fagnani, la soprano si è aperta raccontando molto di se e del suo passato, dagli aneddoti più forti e quelli più – diciamo – ben più soft.

Un trauma che senza dubbio ha segnato la cantante rimane quello di non aver avuto figli e l’aborto chiesto dall’ex marito, il carismatico Pippo Baudo, che la donna ha in piccola parte “metabolizzato” dicendo che evidentemente non era scritto nel suo destino di diventare genitrice dal momento che la cosa non si è avverata e che ormai non si può più nemmeno avverare.

I suoi grandi amori, da Pippo Baudo a José Carreras, passando per il gioco d’azzardo

Il matrimonio di Katia con il conduttore Rai Pippo Baudo durò ben 18 anni. Si sposarono l’18 gennaio 1986 e l’unione giunse al capolinea nel 2004. La notizia  della fine della loro relazione raggiunse i fan letteralmente con lo stesso effetto di una doccia gelida, dato che la coppia, essendo molto riservata sui loro fatti privati, nulla aveva lasciato intravedere della loro crisi che li portò alla separazione.

Un gossip particolarmente gustoso sulla vita sentimentale della cantante -però- fu la dichiarazione che, prima di unirsi in matrimonio con Pippo, fu legata dal punto di vista sentimentale in una relazione a dir poco travolgente con un altro cantante lirico, precisamente il tenore spagnolo José Carreras. La loro liason  durò ben 13 anni. Non per nulla alla domanda della conduttrice su quale dei due uomini fin adesso citati abbia amato di più nel suo passato, il nome fatto dalla donna è stato – senza lasciar trapelare la benché minima ombra di dubbio –  è stato quello di quest’ultimo.

Ma ciò che “ha maggiormente tenuto banco” nel corso della puntata, che – lo diciamo ora – risale nel pieno dell’estate del da poco conclusosi 2021, precisamente in data 6 luglio, è stato quanto affermato dalla cantante sulla sua passione per il gioco d’azzardo, cosa per altro che non è mai e poi mai stata un mistero per la Stampa e per il Gossip.

Ama i momenti che si trova da sola con la macchinetta e l’adrenalina ma non chiamatela ludopatica!

Tuttavia Katia è sempre fermo restata a non definirsi affatto una ludopatica. “Cosa mi diverte? L’adrenalina e- soprattutto- è un momento in cui mi trovo da sola con una macchinetta che prende tanti calci da me: “E damme ‘na cosa, e damme un punto!” La volta in cui ho guadagnato di più? Mi ricordo, allora avevo la residenza a Montecarlo e sono andata lì, ho fatto una scala reale, bellissima.

Non ti dico nemmeno quanto se no cadi dallo sgabello. Per delle macchinette così 150mila euro, fai conto. Il tempo in cui il cassiere stava per recarsi a fare la ricevuta, io ne ho fatta un’altra. Però, guarda, sono stata due mesi senza lavorare. Quando ho perso, ho perso sempre una cifra inferiore ai 5mila euro.

Io ho più vinto che perso, però vaglielo a dire alle persone che etichettano le altre come ludopatiche. Ma è una bella parola questa, sembra davvero una malattia incurabile, no figurati, posso stare benissimo senza. Volevo tranquillizzare quelli che dicono io lo sia. Però sai, siccome a me non frega un accidente di essere vista, io ci vado.“, queste le accorate parole della cantante, che nel raccontarsi non ha usato alcun filtro.