Riconosci questa immagine? Se l’hai vista, forse non ci vedi bene

Un mongolfiera variopinta al centro di una lunga strada non propriamente rettilinea in un paesaggio bucolico. Ma stavolta non si tratta -in realtà- di un test a carattere visivo, bensì di qualcosa di più profondo e complesso…

E’ qualcosa di molto particolare e di sperimentale, utilizzato anche come test da alcuni oculisti

Questa immagine che vi proponiamo oggi non fa parte di un test visivo dove si tratta di individuare un intruso o una figura non visibile  ad uno prima occhiata come  gli altri giochi che vi abbiamo fino ad ora proposto, bensì si tratta di  qualcosa di assolutamente sperimentale che viene anche talvolta utilizzato  in ambito medico dagli oftalmologi, altrimenti detti oculisti, per verificare il grado di miopia o altre imperfezioni visive del paziente preso in esame.

Come già detto, vediamo una strada leggermente concava che attraversa un paesaggio bucolico alla fine della quale possiamo notare una variopinta mongolfiera stagliarsi contro un cielo di un azzurro molto intenso.

Tuttavia è doveroso sottolineare, per dovere di cronaca, che non sempre in questo esame visivo è presente una mongolfiera. Non per nulla in altri casi è possibile trovare al suo posto una casa o un albero.

Ma vediamo  ora meglio e nel dettaglio in che cosa consiste “il tutto”…

La vedremo tramite un dispositivo elettronico denominato autorefrattometro

Spesso in uno studio oculistico una delle prime cose che immaginiamo sia presente è il classico tabellone gigante con le lettere alfabetiche,  ma questa bella immagine che vi proponiamo il dottore non  ve la mostra – in realtà- su un tabellone stampato,  bens^ attraverso un marchingegno detto autorefrattometro.

Questo dispositivo elettronico serve- infatti- a misurare automaticamente il potere diottrico, ovvero la capacità di messa a fuoco o potere refrattivo di ciascun occhio. Inoltre fornisce una prima misurazione della nostra acutezza visiva, i cui dati dovranno essere valutati dal medico.

Durante questa osservazione la figura della mongolfiera dapprima risulterà sfocata andando via via definendosi sempre di più. Che cosa succede dunque?

Ecco i vari responsi

Negli istanti che la mongolfiera va via via definendosi, l’oculista chiede di restare ben concentrati su di essa, che trovandosi esattamente al centro dell’immagine ha lo scopo di allineare bene il nostro occhio.

Durante i click emessi dal macchinario il fondo del nostro occhio viene “bersagliato” da un innocuo fascio di luce infrarossa, che è in grado di valutare il potere refrattivo proprio dal comportamento dell’occhio, mentre prova a mettere a fuoco l’immagine.

Gli autorefrattometri utilizzano la luce infrarossa e non luce visibile poiché  in tale maniera si rende l’esame più confortevole (sia per i bambini che per gli adulti) e si  permette anche  di evitare la miosi pupillare riflessa che sarebbe inevitabilmente provocata dalla radiazione visibile.

Alla fine del test e delle valutazioni dell’oculista, se il fuoco risulta davanti alla retina significa che si soffre di miopia, se -invece- si trova dietro di essa la condizione sperimentata è l’ipermetropia, ovvero un disturbo che mette sotto costante stress gli occhi e rende assai difficoltosa la vista da vicino.