Un alone di mistero avvolge la prolungata assenza della ballerina e coreografa russa Natalia Titova dal salotto di “Oggi è un altro giorno”. Uno caso che sembra sinistramente intersecarsi con il conflitto in Ucraina
Si tinge di giallo “Oggi è un altro giorno“, la trasmissione condotta da Serena Bortone e in onda sulla rete ammiraglia della tv pubblica, Rai 1, dal lunedì al venerdì. Che cosa sta succedendo? Scopriamolo insieme.
Da quando è iniziata l’invasione dell’Ucraina da parte delle forze armate della Russia, lo scorso 24 febbraio, la ballerina e coreografa Natalia Titova, russa naturalizzata italiana per effetto del matrimonio con l’ex nuotatore Massimiliano Rosolino, è sparita dal salotto della trasmissione della Bortone: la sua ultima presenza risale al 19 febbraio scorso, 5 giorni prima dell’invasione russa dell’Ucraina.
Una particolare, quest’ultimo, che spinge qualcuno a congetturare che la sua repentina, e immotivata, assenza possa essere connessa al conflitto in Ucraina scatenato dalla Russia di Vladimir Putin. Tuttavia, è bene precisare che anche “Oggi è un altro giorno” ha dovuto rimodulare la scaletta giornaliera per dare spazio agli aggiornamenti del suddetto conflitto ospitando, di conseguenza, spesso giornalisti ucraini quali Victoria Vdovychenko o Nona Mikhelidze oltre ai collegamenti sia da Kiev che da Mosca con gli inviati della Rai.
Tuttavia, sui social molti utenti si domandano se l’assenza di Natalia Titova sia una sua scelta o degli autori del programma; insomma, se anche la ballerina e coreografa russa sia una “vittima“, che si aggiunge alle migliaia, tra militari e civili, che, secondo autorevoli fonti, già lamentano entrambi i contendenti, di quell’ondata di riprovazione generale verso la Russia per la scellerata decisione di invadere l’Ucraina che non risparmia neanche chi ha la sola “colpa” di essere russo rasentando così il ridicolo.
D’altronde, se così fosse, come alcuni sospettano, Natalia Titova sarebbe in ottima compagnia visto che un suo illustre connazionale, il grande romanziere Fëdor Michajlovič Dostoevskij, ha rischiato di finire sotto la scure della censura: l’Università “Bicocca” di Milano, infatti, in un primo momento aveva sospeso il corso di Paolo Nori sullo scrittore russo salvo poi fare marcia indietro dopo la sollevazione di scudi e la conseguente pioggia di polemiche.
A svelarlo è stato lo stesso Paolo Nori con un video pubblicato su Instagram: «Sono arrivato a casa e ho aperto il pc e ho visto una mail che arrivava dalla Bicocca. Diceva: “Caro professore, stamattina il Prorettore alla didattica mi ha comunicato la decisione presa con la Rettrice dì rimandare il percorso su Dostoevskij. Lo scopo è quello di evitare ogni forma di polemica, soprattutto interna, in quanto è un momento di forte tensione”», le sue parole pronunciate con la voce rotta dalla commozione.