Si è svolta giovedì 20 ottobre l’ormai tradizionale Giornata dell’Innovazione, che quest’anno ha voluto puntare sulle scienze della vita, settore che in Ticino è ormai una realtà consolidata, sia grazie alla presenza di rinomati istituti di ricerca, sia alla presenza d’importanti aziende attive soprattutto a livello internazionale nei settori chimico-farmaceutico, della biomedicina e delle tecnologie mediche. La Giornata dell’innovazione si rivela perciò un momento di approfondimento e di messa in rete per aziende, addetti ai lavori e pubblico attento alle tematiche presentate, dove vengono portati esempi di successo relativi a ricerca e sviluppo e delle attività svolte da startup e aziende innovative radicate sul territorio.

La giornata ha preso avvio con i saluti di Stefano Rizzi, Direttore Divisione dell’economia e Vice-Presidente Fondazione AGIRE, che ha descritto come il settore delle scienze della vita in Ticino vanti numerose aziende che fanno capo ai rinomati istituti di ricerca. Il Cantone ha deciso di puntare sul consolidamento del Sistema Regionale d’Innovazione (SRI), composto da diversi attori tra cui startup, imprenditori e aziende che giungono dall’estero. La nuova legge per l’innovazione economica, votata nella primavera 2016 dal Gran consiglio ticinese, è perciò uno strumento che in tal senso vuole incentivare le dinamiche di crescita e di sviluppo imprenditoriali. Rizzi ha quindi accennato al ruolo di coordinamento dello SRI da parte della Fondazione AGIRE e della presenza del Tecnopolo Ticino, che vedrà presto la creazione di 2 nuove sedi: a Lugano rivolto al medtech e a Bellinzona rivolto alla biomedicina.

Anche Giambattista Ravano, Presidente Fondazione AGIRE, riconosce il peso preponderante della ricerca nel settore delle scienze della vita. Per garantire uno sviluppo a lungo termine è perciò fondamentale creare una rete solida che permetta ai vari attori di dialogare e di fare squadra, possibilmente in un contesto poco burocratico e limitando le barriere e gli ostacoli per chi fa ricerca.
È poi seguito l’intervento del Sindaco di Bellinzona, Mario Branda, il quale ha auspicato che anche la politica, in particolare quella legata al territorio, deve sostenere in maniera ragionata gli obiettivi di crescita per ritornare ai livelli conosciuti in passato.

Susanne Lauber Fürst, Vice-Presidente Inartis Network, rete tematica nazionale rivolta alle scienze della vita, ha aperto la parte dedicata alle presentazioni sottolineando le numerose opportunità nel rafforzare la ricerca e sviluppo (R&D) nelle life science tramite l’accesso a una rete di partner e nel far capo ai fondi di ricerca nazionali.
Francesco Bertoni, Head Lymphoma & Genomics Research Program e Vice-Direttore IOR – Institute of Oncology Research, ha invece dato risalto ai risultati della ricerca fatta in Ticino, e in particolare sui farmaci epigenome per la cura anticancro portati dai laboratori ai programmi clinici.
Un primo esempio di collaborazione virtuosa tra aziende e centri di ricerca è Humabs (spin-off dell’IRB). Il Dr. Davide Corti ha spiegato come la ricerca e sviluppo condotta a Bellinzona abbia portato a una terapia contro il virus Zika in tempi rapidi e come alcuni progetti, di cui uno in fase avanzata di sviluppo in collaborazione con Novartis e un altro specifico nell’identificazione di un anticorpo in grado di bersagliare i virus influenzali umani e animali, siano frutto di un fitto scambio di conoscenze tra l’azienda e l’Istituto di Ricerca in Biomedicina.

Un altro esempio e modello di collaborazione nell’ambito della ricerca preclinica e clinica riguarda il Gruppo Helsinn. I dottori Waldo Mossi e Sergio Cantoreggi hanno infatti descritto come per l’azienda farmaceutica l’innovazione non risieda solo nella ricerca di punta, bensì anche nelle scelte infrastrutturali. Infatti, Helsinn ha ottenuto la certificazione GRI per dare sempre più valore anche all’azienda medesima. Il Gruppo si affida inoltre a collaborazioni a livello mondiale e in particolare negli USA (con una partnership con l’MD Anderson Cancer Center dell’università del Texas), dove viene effettuata la ricerca di base di elevatissima qualità in tempi molto brevi, per poi brevettarla detenendo il know-how e quindi poterla immettere sul mercato. I relatori non hanno tuttavia mancato di sottolineare come, per ottenere simili vantaggi competitivi ed essere ai vertici delle graduatorie sull’innovazione, sia determinante la composizione dei team, ma anche e soprattutto, la rimozione di barriere che limitano l’importazione di talenti alle nostre latitudini. Solo una visione aperta e globale del mondo permette di effettuare una ricerca di punta e all’avanguardia.

Ha concluso la giornata l’on. Christian Vitta, Consigliere di Stato e Direttore del Dipartimento delle finanze e dell’economia. Anch’egli ha sottolineato l’importanza del settore delle scienze della vita, soprattutto citando lo studio effettuato dal Bak Basel nel quale viene identificato tra i quattro settori chiave dello sviluppo economico del Cantone. La capacità di fare rete è certamente uno dei fattori che permettono al nostro territorio di avere successo. Una messa in rete che deve essere coordinata nell’ambito del Sistema Regionale d’Innovazione e che deve insistere sul potenziale già presente in Ticino, rafforzando la formazione e intensificando il ruolo svolto dai centri di competenza.
Per Vitta è importante creare le condizioni affinché il Ticino economico possa continuare a innovare: urge un cambiamento culturale, per esempio facendo capire che il fallimento è un processo necessario per apprendere e avere successo, con uno o due tentativi seguenti, e non motivo di vergogna come si usa credere. Serve anche un cambio di marcia da parte della politica: l’attuazione dell’iniziativa “Prima i nostri” e la Riforma III delle imprese sono di stretta attualità. Se da una parte si teme che l’iniziativa possa mettere degli ostacoli alla ricerca di talenti internazionali, dall’altra la riforma delle imprese potrebbe essere un’opportunità per permettere al Ticino di restare un territorio attrattivo. In tal senso, tre potrebbero essere gli elementi: imporre solo parzialmente i proventi da brevetti (patent-box), una maggiore deduzione per le spese di R&D e una defiscalizzazione degli investimenti per le aziende in fase d’avvio.

L’appuntamento con la prossima Giornata dell’Innovazione è nel 2017.