Il DFE ha voluto presentare in mattinata i risultati di uno studio riguardante la responsabilità sociale delle imprese (RSI) e portare alcune testimonianze di iniziative già messe in atto in tale ambito da parte dell’economia cantonale.

Per quanto riguarda lo studio condotto dalle ricercatrici SUPSI Jenny Assi e Caterina Carletti su mandato dell’Ufficio per lo sviluppo economico, è emerso che la RSI si deve intendere come fattore di competitività per le imprese attraverso la creazione di valore condiviso. Si tratta di cosiddette “buone pratiche”, che possono essere rese note comunicandole e che soprattutto diventano significative, generando un impatto positivo, quando tali iniziative superano gli obblighi imposti dalla legge.

Anche per Stefano Modenini di AITI il tema della responsabilità sociale ha assunto una notevole importanza. L’associazione ha deciso di far leva su tre ambiti strategici, ovvero la formazione, la consulenza e l’informazione per sensibilizzare e promuovere i fondamenti della RSI nel settore industriale, ma anche rendere attenta l’opinione pubblica delle best practise già in atto. Alcuni esempi praticati dalle aziende industriali poco noti e pubblicizzati sono la riduzione del numero di automobili in circolazione (tramite car pooling e agevolazioni tramite abbonamento Arcobaleno), la produzione con tracciabilità dell’origine, l’attenzione all’impatto ambientale delle operazioni produttive (tramite ottimizzazioni energetiche e idriche, riduzione dei rifiuti, depurazione acque in uscita e riduzione emissioni nell’aria), l’ottenimento di certificazioni etiche, sociali e ambientali, la scelta di rivolgersi a fornitori locali e l’accresciuta tutela della salute dei lavoratori (mirando a una diminuzione degli incidenti, a rendere più flessibili i turni, a potenziare le competenze,…).

La RSI non si limita solo al settore manifatturiero: infatti è possibile, secondo Alberto Stival, Vicedirettore del Centro di Studi Bancari, parlare anche di finanza sostenibile, ovvero di quella finanza che veicola investimenti verso aziende virtuose in ambito ambientale e sociale. Per la finanza l’obiettivo è di creare valore nel lungo periodo, indirizzando i capitali verso attività che non solo generino un plusvalore economico, ma in modo che siano al contempo utili alla società e non superino le capacità di carico del sistema ambientale. Per promuovere tali iniziative è stata fondata nel 2014 la Swiss Sustainable Finance (SSF), un’associazione che ha sedi a Zurigo, Ginevra e Lugano e ha come scopo il rafforzamento della posizione della Svizzera sul mercato globale per la finanza sostenibile, fornendo informazioni e formazione e catalizzando la crescita. Attualmente la SSF dispone di 92 soci e partner di rete tra fornitori di servizi finanziari, investitori, università, scuole aziendali, enti pubblici e altre organizzazioni d’interesse. In Ticino vi sono diversi istituti bancari che offrono servizi e prodotti (sia a livello di investimenti, sia nell’ambito dei crediti ipotecari) nell’ambito della finanza sostenibile.

Infine, Luca Albertoni della Camera di Commercio ha sottolineato come la RSI è parte di un sistema e non solo riferita alle aziende, e che in tal senso bisogna avere una visione più ampia: le aziende infatti sono fatte di persone. Anche il singolo individuo contribuisce alla RSI.