Finalmente, dopo quasi un anno, lunedì 14 dicembre la nuova legge per l’innovazione economica approda in Gran Consiglio. Con la nuova LInn si voterà pure il credito di 20 milioni e, a seguire, la richiesta di credito per la LaLPR, che permetterà l’attuazione della politica regionale per il prossimo quadriennio. L’esito del voto per entrambi i testi che saranno sui banchi dei deputati andrà a determinare il futuro economico del Ticino. Ecco, in sintesi, perché, per chi fa impresa e non solo, l’avvallo delle due proposte rappresenta un’opportunità.

Innanzitutto la nuova Legge per l’innovazione economica supera i limiti della precedente cercando di incoraggiare la creazione di nuove imprese (o rilanciare quelle esistenti), prettamente innovative, incentivando gli imprenditori a operare in settori o rami con reali possibilità di sviluppo e crescita. L’intento è chiaro: consolidare il sistema regionale dell’innovazione per agevolare l’accesso a forme di sostegno, di accompagnamento e, dove possibile, ad aiuti per chi ha strategie d’impresa in grado di generare effetti diretti, indiretti e indotti sul territorio a medio-lungo termine. In tal senso le startup e le aziende del terziario avanzato saranno finalmente potenziali soggetti ai quali i vari articoli fanno riferimento.

I criteri per poter beneficiare della LInn sono stati rivisti e terranno conto dei mutati cambiamenti socio-economici del nostro territorio. Fondamentalmente si incentiverà l’innovazione e anche l’imprenditoria socialmente responsabile, in grado di generare dinamiche di crescita a vantaggio di tutto il Cantone.

In secondo luogo, la LaLPR, permetterà di rafforzare le condizioni quadro per l’attuazione della politica di sviluppo regionale, tassello fondamentale per migliorare le condizioni d’accesso alle PMI, al turismo e alle zone periferiche.
Per Stefano Rizzi, direttore della Divisione dell’Economia, il credito quadro è destinato agli attori che operano nell’ambito pre-competitivo. Si tratta di migliorare quelle che sono le condizioni quadro, ovvero le basi che servono per creare la struttura portante sulle quali si declineranno le varie iniziative economiche.

Se l’esito del voto sarà positivo, a partire dal 2016 il Ticino si doterà di strumenti in grado, almeno secondo gli intenti, di rilanciare il nostro tessuto economico e far fronte alla sfide che ci attendono nei prossimi anni.