La serata organizzata al Palazzo dei Congressi di Lugano da parte dell’Ente Regionale per lo Sviluppo del Luganese con la partecipazione di Fondazione AGIRE, Università della Svizzera italiana (USI), Scuola universitaria professionale (SUPSI), Centro competenze inno3, Centro promozione Start-up, fondounimpresa.ch e Cooperativa di fideiussione per PMI CFSUD si è rivelata un successo.

Una settantina gli iscritti che, a rotazione ogni 40 minuti, hanno seguito i lavori ai 4 tavoli tematici (Idee, Business Plan, Collaborazione nella ricerca con USI e SUPSI e Finanziamento).

Per Roberta Angotti – Responsabile per la politica economica regionale dell’ERSL l’idea è quella di avvicinare chi già ha un’attività imprenditoriale, o chi vuole avviarne una, per conoscere i vari attori presenti sul territorio che potrebbero essere a sostegno di tali iniziative, dalla nascita dell’idea alla realizzazione. Da cui anche il titolo della serata. Questa è un po’ una “prima volta” da parte dell’ERSL. Il riscontro ottenuto è stato buono, ecco perché seguiranno altri eventi, incentrati su temi specifici che andremo ad individuare grazie anche ai feedback raccolti durante la serata.

Cosa ci si può aspettare da un evento come questo?
Non si è creativi per “decreto”, dietro alle iniziative c’è struttura, c’è metodo, ci sono numerose sfide da affrontare. Si deve tenerlo sempre presente. Ho cercato di lavorare su questi temi, ascoltando con viva curiosità quanto i partecipanti avevano da raccontare ci spiega il professor Siegfried Alberton, responsabile del Centro competenze inno3. Con la nascita di USI e SUPSI sono nate anche le prime collaborazioni tra i vari attori che ruotano attorno al tema “imprenditoria”, penso al Centro di promozione startup e a iniziative quali CTI Entrepreneurship, le quali, insieme ad iniziative più recenti, che rientrano in un cosiddetto “sistema regionale dell’innovazione”, contribuiscono allo sviluppo economico del Canton Ticino e a creare una rete a sostegno dell’imprenditorialità.

Ma come muoversi, cosa fare per… “fare impresa”?
Fondounimpresa.ch si occupa di tre vettori: il primo riguarda la formazione in ambito di conoscenze giuridiche, di business plan e di marketing; il secondo si riferisce al coaching per chi vuole affrontare un’attività in proprio, ottenibile a determinate condizioni e da ultimo il creare la “cultura d’impresa”, che si sviluppa attraverso la didattica del “fare impresa” nelle scuole professionali e anche in scuole collaterali del medio-superiore ci introduce Marco Schmidt, responsabile di direzione di fondounimpresa.ch.

Un pubblico non per forza di startupper?
Ci sono tutti, dall’operaio che si è messo in proprio sino al docente universitario. Lo scopo non è quello di risolvere la disequazione del fare impresa, ma bensì di conoscersi, di relazionarsi meglio sul territorio. C’è ancora troppo nervosismo nell’aria, sappiamo fare e anche fare bene, e stasera lo dimostra.

Uno dei tasselli fondamentali è quello legato alla ricerca e alle possibilità di collaborazione tra gli istituti e le imprese.
Al Dr. Benedetto Lepori, responsabile del servizio ricerca USI/SUPSI sono state poste domande da realtà che abitualmente non sono solite a relazionarsi in prima battuta con i centri di ricerca. USI e SUPSI sono centri di eccellenza che possono offrire supporto non solo per quanto riguarda la ricerca, ma anche in ambito formativo. Se pensiamo che le cifre della ricerca ticinese pubblica sono attorno ai 100 milioni annui, si può dire che si è stati in grado di ritagliarsi un posto al sole, con punte di eccellenza nella ricerca tecnologica e fondamentale anche a confronto di un colosso quale potrebbe essere il Politecnico di Zurigo.

Un termine che spesso viene usato, forse a volte denaturandone il significato, è “innovazione”. Cosa significa quindi innovazione?
Riprende Lepori: l’innovazione ha un significato molto ampio, dipende da come la si osserva. Ci sono vari tipi di innovazione. Per il Ticino, dopo numerose discussioni con l’Agenzia Svizzera per l’innovazione, siamo riusciti a far passare il concetto che l’innovazione non è solo quella di tipo tecnologico, ma anche quella più “soft”, economica, poiché alla fine è il mercato che decreta il successo o meno del progetto e che quindi genera effetti sul territorio nel lungo periodo.

Immagine: un momento dell’evento “Dall’idea all’impresa”